
Palermo, 27 giu. (AdnKronos) - "Dopo 36 anni ancora il nostro Stato promette verità, ma la realtà è che nessun governo si è mai vergognato. Con gli anni il dolore si è mescolato alla rabbia, poi sono arrivati rabbia e disgusto". Anthony De Lisi, avvocato, è fratello di Elvira De Lisi e zio di Alessandra, due delle 81 vittime della strage di Ustica del 27 giugno del 1980, quando un DC9 Itavia in volo da Bologna a Palermo si squarciò in volo all'improvviso e cadde nello specchio di mare tra le isole di Ustica e Ponza. "Darei la vita per riaverle indietro - dice all'AdnKronos -, i miei genitori si sono spenti giorno dopo giorno senza poter avere giustizia e neppure una tomba su cui piangere". In tutti questi anni per De Lisi "in concreto non si è fatto nulla" e gli stessi risarcimenti, riconosciuti ai familiari delle vittime, sono rimasti nella maggior parte dei casi "bloccati da ricorsi e pignoramenti. Credo che nessuno abbia preso un euro". Senza contare che "90mila euro non possono certo risarcire della perdita di una persona cara". Sulla possibilità di giungere alla verità sulla strage De Lisi non è ottimista. "Forse i miei figli potranno vedere una verità processuale - ammette -, ma cosa è realmente successo credo che non si saprà mai, perché ci sono troppi interessi internazionali in ballo. Penso che il segreto di Stato durerà per sempre".
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