
(AdnKronos) - La finanziaria, come si chiamava un tempo, va presentata entro il 15 ottobre. E una manovra "popolare" potrebbe essere un buon viatico anche per la consultazione sulla riforma costituzionale. Quindi si potrebbe decidere di indire il referendum poco dopo la presentazione della legge di Stabilità. Un percorso a ostacoli in cui si inserisce anche la data del 4 ottobre, quella in cui la Consulta dovrebbe esprimersi sulla costituzionalità dell'Italicum. "Tipo i 'muri' dei videogame...", si ironizza. Fino a quel momento, l'idea appunto è quella di procedere per stop and go sulla legge elettorale. Anche per fornire appigli a chi, come Angelino Alfano, sarebbe in difficoltà a tenere i suoi. "La minaccia di Alfano va letta soprattutto in chiave interna", si dice in ambienti dem rispetto al retroscena oggi di Repubblica in cui il titolare del Viminale minaccia la crisi di governo se l'Italicum non cambia. "C'è preoccupazione sulla tenuta di Ncd. Al Senato ormai metà gruppo non partecipa alle sedute...", dicono nel Pd. Mentre con Forza Italia i canali si stanno riaprendo. Da diversi giorni sono in corso manovre di avvicinamento suggellate dall'intervista di oggi a La Stampa di Fedele Confalonieri. "La linea Brunetta viene considerata del tutto perdente". Quanto ai rapporti interni al Pd, Renzi dovrebbe essere piuttosto duro con la minoranza in Direzione. Il tema delle divisioni tra i dem è stato affrontato pure nella riunione di ieri sera al Senato della maggioranza Pd a cui era presente anche Maria Elena Boschi. "Con la minoranza che critica ogni giorno, i risultati del governo vengano penalizzati. I 5 Stelle sono molto più uniti di noi...". E poi le critiche all'Italicum. "I bersaniani ora rivogliono il Mattarellum? Fa sorridere perchè quando Giachetti fece la battaglia per reintrodurlo erano in prima fila a gridare 'vergogna' e ora invece... ".
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