Firenze: Confartigianato veneto, è la legalità 'bellezza'

cronaca
AdnKronos
Venezia, 30 giu. (AdnKronos) - "Il “mercato” non deve prevalere sulla responsabilità sociale, sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, sul rispetto dell’ambiente e delle più basilari regole di una società civile". Ne è convinto sostenitore da oltre un decennio Giuliano Secco, imprenditore artigiano, terzista del comparto moda trevigiano e attuale Presidente nazionale e regionale veneto dell’abbigliamento di Confartigianato che, alla luce dei gravi fatti di ieri sera a Osmannoro, area industriale nel comune di Sesto Fiorentino, al confine con il capoluogo toscano, da tempo zona ad alta densità di laboratori e piccole aziende cinesi, commenta: “ci hanno sbattuto in faccia per anni che la “regola del mercato” è far costare poco le lavorazioni ora però, a poco meno di due anni dall’avvio del piano straordinario di controlli nelle aziende cinesi di Prato e dell'area vasta (Firenze-Empoli-Pistoia), decisi dalla Regione Toscana dopo l'incendio alla fabbrica-dormitorio "Teresa Moda" (che uccise nel sonno sette operai che lì lavoravano, mangiavano e riposavano), l’intensificazione e la regolarità delle verifiche sul campo , a quanto pare hanno fatto “saltare i nervi” ai controllati”. “E’ la legalità bellezza” -afferma Secco- Abbiamo sempre sostenuto che la concorrenza non ci spaventa, se leale. Per questo plaudiamo al progetto di Regione Toscana che ha assunto allo scopo 50 nuovi tecnici della prevenzione nell'Asl pratese grazie ai quali conta di controllare in tre anni a tappeto le oltre 7mila700 aziende a conduzione cinese operanti nelle province interessate. Una esperienza che a nostro avviso dovrebbe essere replicata come minimo nelle regioni ad alto tasso di imprenditoria cinese come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna”.

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