
(AdnKronos) - A poca distanza dall’operazione del 23 giugno scorso, che ha portato in carcere il sindaco di Abano Terme, Luca Claudio, per i reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione, la Guardia di Finanza è ritornata nella cittadina termale per dare esecuzione ad una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP patavino a seguito di richiesta della Procura della Repubblica di Padova (Procuratore Capo, Matteo Stuccilli, e Sostituto Procuratore Federica Baccaglini), nei confronti di due pubblici ufficiali, un imprenditore ed un professionista, indagati a vario titolo per corruzione e turbativa di gara. Eseguite anche 11 perquisizioni domiciliari e locali. Questa volta le indagini del Gruppo di Padova delle Fiamme Gialle hanno acceso il faro sulla gara d’appalto del valore di circa 2,8 milioni di euro (importo finanziato dalla Regione Veneto), per lavori di riqualificazione ambientale di un’area di proprietà del Comune di Abano Terme, già adibita a discarica rifiuti. Appalto assegnato il 30 maggio 2016 alla Pistorello S.p.a., il cui titolare Luciano Pistorello, già coinvolto nell’operazione del 23 giugno, è stato raggiunto da una nuova misura di custodia cautelare, questa volta in carcere, per turbativa di gara e corruzione. In carcere, con le medesime accuse, è finito anche l’architetto Maurizio Spadot, “braccio destro” del Sindaco Claudio, Presidente della commissione di gara nonché dirigente, fino al 22 giugno scorso, dell’Ufficio Tecnico del Comune di Abano Terme che, al fine di affidare la gara alla Pistorello S.p.a., in violazione delle regole di trasparenza ed imparzialità, avrebbe accettato, secondo le indagini delle Fiamme Gialle, da Luciano Pistorello la promessa dell’acquisto dell’abitazione dello stesso Spadot, già oggetto di pignoramento immobiliare a causa del mancato pagamento delle rate del mutuo e, comunque, la promessa di un altro appartamento nel caso in cui il primo acquisto non fosse andato a buon fine.
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