Pil: Ugl, sfide mai colte pesano come macigno

economia
AdnKronos
Roma, 5 lug. (AdnKronos) - “Crescita e inflazioni deboli dipendono da sfide non colte nel corso degli anni, come ad esempio un vero patto tra lavoro e impresa nel nome della partecipazione, secondo il dettato dall’articolo 46 della Costituzione, e contratti di lavoro rinnovati alla scadenza”. Lo afferma il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, commentando la nota sull'economia diffusa oggi dall’Istat. “Inoltre – sostiene Capone – su deflazione, dovuta ad un arretramento dei consumi più che alla flessione di alcuni prezzi, e bassa crescita giocano un ruolo molto importante anche la qualità, notoriamente scarsa, e la stabilità del lavoro, ormai del tutto frantumata dall’avvento del Jobs Act e dallo smantellamento dell’art. 18, operazione già avviata ai tempi della Fornero, di cui il governo sta seguendo le tracce persino in peggio, anche in materia previdenziale. Senza dimenticare che milioni di lavoratori con stipendi fermi a qualche anno fa non sono di certo incentivati a spendere o a fare importanti programmi per l futuro”. “A forza di minare – conclude Capone – i cardini sui cui si è sostenuto per decenni il cosiddetto ceto medio ovvero stipendi, pensioni, lavoro, si è indebolito tutto il sistema economico, in particolare con un mercato fermo che provoca pesanti ripercussioni in termini di produttività. Solo un cieco, ma in Italia e in Europa ce ne sono fin troppi, non può accorgersi di queste verità”.

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