
(AdnKronos) - Intanto il ministro Orlando oggi ha cercato di allentare le tensioni su un tema che sta a cuore ai centristi ovvero la prescrizione, al momento all'esame della commissione Giustizia al Senato dove i numeri sono quelli che sono. "E' noto che ci sono posizioni differenziate all'interno della maggioranza e tra la maggioranza e le opposizioni. Posso dire che le posizioni delle maggioranza si stanno progressivamente avvicinando. Considero che all'inizio della settimana prossima si possa arrivare a un'intesa."Quanto alle questioni interne al Pd, il post Direzione oggi è di assestamento dopo il dibattito teso di ieri. La situazione resta quella da "separati in casa" ma nella maggioranza dem si scommette che la sinistra Pd non arriverà alla rottura. A partire dal referendum, evitando la costituzione di comitati per il No. "Qualcuno che voterà no ci sarà tra iscritti, militanti, dirigenti -osserva Nico Stumpo- e noi abbiamo chiesto che anche chi vota no abbia cittadinanza nel Pd". Pare, ad esempio, che in Puglia tutto il gruppo dirigente dem sia per il No.La richiesta di consentire anche i No è stata avanzata nel documento Speranza-Cuperlo presentato ieri in Direzione. E che la maggioranza ha deciso di far votare. E' finita con 8 sì. "Questi sono i numeri in Direzione. Non arriviamo a 15 e molti di noi, come Bersani e Zoggia, erano andati via. Lo abbiamo presentato -spiega Stumpo- non per fare conte, figuriamoci, ma per certificare una posizione. Ma Renzi sembra fermo a 2 mesi fa, come se nulla fosse successo...". Dal fronte renziano le richieste della minoranza vengono respinte senza giri di parole. Dice Andrea Marcucci: "E' lecito dissentire per carita', ma elevare il dissenso allo stesso rango della decisione assunta (per ben sei volte) e' solo un insano, pazzesco, lunare 'tafazzismo'".
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