
Roma, 4 ott. (AdnKronos) - "La struttura produttiva e quella finanziaria sono in Italia adeguate l'una all'altra? Si, ma per la ragione sbagliata. Entrambe sono troppo sbilanciate a favore del credito bancario". Ad affermarlo è il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi nel corso del suo intervento alla XVIII Giornata del Credito. La finanza delle imprese, rileva, "fa troppo conto sul debito, e troppo di questo è bancario. Il rovescio della medaglia è che la struttura finanziaria italiana è dominata dalle banche, che sono comunque frammentate anch'esse".In tutte le categorie dimensionali, osserva Rossi, "le imprese italiane sono più indebitate che nella media dell'area dell'euro, in misura crescente dalle grandi alle piccole e piccolissime. Nella composizione dei debiti finanziari delle nostre imprese -sottolinea- si nota l’assoluta anomalia italiana, con i prestiti bancari di gran lunga prevalenti, più che in qualunque paese o area del mondo avanzato". Il capitale di rischio, aggiunge, "latita da noi. Ma per espandersi, per conquistare nuovi mercati, per innovare, le imprese hanno bisogno di capitale di rischio, che è lo strumento principe per finanziare investimenti dal rendimento elevato ma incerto. Esso consente di ridurre i problemi di azzardo morale intrinseci nei contratti di debito, allineando gli interessi dei soggetti finanziati e dei finanziatori e permettendo a questi ultimi di beneficiare degli alti rendimenti dell’investimento in caso di successo".
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