Mafia: imprenditori denunciano, arrestati 2 appartenenti a clan Emmanuello

cronaca
AdnKronos
Palermo, 5 ott. (AdnKronos) - Gli imprenditori si ribellano e fanno arrestare gli estortori. Accade a Gela, dove la Polizia ha fatto scattare le manette ai polsi di Maurizio Trubia, 48 anni, e Diego Nastasi, dando esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Caltanissetta, David Salvucci, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Entrambi sono accusati di tentata estorsione in concorso ai danni di un imprenditore impegnato nel settore della raccolta della plastica dismessa dalle serre. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile nissena, diretta dal vicequestore Marzia Giustolisi, e dal Commissariato di Gela, guidato dal primo dirigente Francesco Marino, sono state avviate lo scorso aprile dopo le dichiarazioni di alcuni imprenditori gelesi che, accompagnati dall’associazione antiracket di Gela, avevano segnalato il tentativo di estorsione ai danni del loro collega.Secondo il loro racconto l'imprenditore era stato oggetti di minacce, esplicite e implicite, da parte di esponenti del clan Emmanuello che avevano cercato di convincerlo a pagare una somma di denaro da quantificare. In particolare Nastasi, su ordine di Trubia, avrebbe incontrato la vittima e gli avrebbe imposto il pagamento per ogni autocarro di plastica dismessa recuperata dai serricoltori delle contrade di Bulala e Mignechi. All'imprenditore Nastasi avrebbe spiegato che già altre persone si erano dichiarate disponibili a pagare pur di avere l’esclusiva nella raccolta della plastica, facendo intendere che, in caso di mancato pagamento, l'imprenditore non avrebbe più potuto proseguire nella sua attività.

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