
Roma, 6 ott. (AdnKronos) - Una mossa studiata a tavolino. Con almeno due obiettivi. Quello di marcare il segno tra la sinistra 'buona' che vota Sì al referendum e quella 'cattiva' del No. E poi la caccia al voto del centrodestra. Nei capanelli della minoranza dem a Montecitorio si parla così dell'uscita di Luca Lotti su Massimo D'Alema. "Vogliono spingerci fuori. Di qui al 4 dicembre chissà quante ne vedremo e dal giorno dopo, comunque vada, sarà pure peggio...", commenta Davide Zoggia. "Sarà un suggerimento di Jim Messina -scrive poi il deputato dem su twitter- quello di attaccare D'Alema in quel modo. Credo non si attacchi solo lui, ma una grande parte di sinistra". Per Danilo Leva "l'attacco sguaiato di Lotti a D'Alema dimostra l'inadeguatezza di un gruppo dirigente". C'è pure Pier Luigi Bersani in Transatlantico e parlando con i suoi una battuta se la lascia sfuggire: "Vedo che la caccia ai voti del centrodestra oggi fa un bel passo avanti...", ironizza l'ex-segretario. Lunedì ci sarà la Direzione del Pd in cui si parlerà di Italicum ma nella minoranza non si dà peso all'appuntamento. "Le parole di Lotti sono in qualche modo una risposta e la dicono lunga su quale disponibilità ci sia al confronto. Una porta chiusa, serrata".
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