
Roma, 8 ott. (AdnKronos) - "Le sentenze che assolvono Ignazio Marino e Roberto Cota appaiono tutt'altro che ovvie e scontate e speriamo che indichino una nuova svolta nel rapporto tra politica e magistratura. In questa legislatura abbiamo già visto diversi casi di aggressione mediatica agganciati ad un semplice sospetto, che la magistratura ha preso fin troppo sul serio, fino a verificare che si era sbagliata". Lo afferma l'onorevole Paola Binetti di Area popolare"Non ci si può disfare di un avversario politico consegnandolo ad una ipotetica condanna della magistratura, per riaverlo dopo qualche mese assolto, perché il reato non sussiste. L'immagine di quella persona appare logorata dalla campagna mediatica, a cui prima o poi si associano, in un modo o in un altro, tutti i giornali, anche se quel che fa più male è soprattutto l'onda anomala del web", aggiunge. "L'aggressione mediatica è spesso lanciata con toni aspri e con sospetti brucianti, che coinvolgono non solo l'agire politico, ma anche le vicende familiari, gli amici, i collaboratori; tutti travolti in questa spirale di odio e di rancori. Il solo obiettivo che le alimenta è quello di di far emergere nuove leadership, probabilmente da bruciare poco dopo", osserva Binetti.
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