Lavoro: in Sicilia sfiducia in centri per impiego, meglio raccomandazione

economia
AdnKronos
Palermo, 11 ott. (AdnKronos) - In Sicilia fra gli oltre 300mila neet pari al 37 per cento della popolazione giovanile (è la percentuale massima in Italia), l’85 per cento cerca un lavoro sperando soprattutto in Garanzia Giovani e il 15 per cento ha scelto di proseguire gli studi o fare la casalinga. Ma la sfiducia nei centri per l’impiego si riflette sul modo con cui si trova lavoro nell’Isola. Il 40 per cento delle qualifiche alte si ottiene tramite concorso, mentre sono le raccomandazioni di parenti, amici e conoscenti ad aprire le porte delle qualifiche medie (28,6 per cento) e basse (38,8 per cento). I centri pubblici per l’impiego incidono rispettivamente per l’1,9 per cento, il 4,9 per cento e il 4,8 per cento.E' quanto emerge dal dossier dell'Osservatorio statistico nazionale dei Consulenti del lavoro, presentato oggi a Palermo in vista del congresso regionale del 14 e 15 ottobre a Taormina con i vertici nazionali di categoria. Il report scatta una fotografia del mercato del lavoro in Sicilia nel primo trimestre dell'anno. "Se in Sicilia chi cerca un lavoro preferisce non rivolgersi ai centri per l’impiego – dice Leonardo Giacalone, presidente regionale dei Consulenti del lavoro – in assenza di un congruo numero di agenzie private di lavoro diventa fondamentale e andrebbe sostenuto dalle istituzioni il ruolo che, tramite la Fondazione del lavoro, i consulenti del lavoro esercitano quali mediatori del lavoro".

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