
Roma, 11 ott. (AdnKronos) - Nessuna offesa al Parlamento, ma soltanto una constatazione sulla necessità di restituirgli il ruolo che gli compete, cosa che potrà accadere se la riforma istituzionale verrà confermata dal referendum. Il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo nell'Aula del Senato, ha voluto chiarire il senso di alcune sue considerazioni espresse ai primi di ottobre di fronte a Classe Dem, scuola di formazione dei giovani del Pd, poi criticate sempre a palazzo Madama dagli esponenti della Lega Roberto Calderoli e Gianmarco Centinaio."Reagendo a forme di difesa puramente retorica del Parlamento, avevo risposto -ha ricordato l'ex Capo dello Stato- 'come si è ridotto il Parlamento per effetto del ricorso dilagante da molti anni alla decretazione d'urgenza e a voti di fiducia su maxi emendamenti e articoli unici, che, almeno dal 2007, hanno stravolto il processo legislativo e mortificato le Camere. Tutto questo può finire con la riforma costituzionale sottoposta al referendum per i rimedi che appresta in proposito'. Questa è la sostanza: riabilitare il ruolo del Parlamento restituendogli piena dignità"."Dire, dunque, che ho definito indegno il Senato, il Parlamento è affermazione non solo deliberatamente falsa ma opposta al senso e alle parole effettive di quel mio intervento. Da deputato per trentotto anni, da presidente della Camera e infine da Presidente della Repubblica, ho sempre operato per valorizzare il ruolo del Parlamento e rafforzarne la funzionalità e il prestigio. Chiunque, per polemica elettorale in vista del referendum, tenda a negare e a macchiare questo mio incontestabile e costante comportamento, viene meno -ha concluso Napolitano- a ogni regola di minima oggettività e di rispetto istituzionale".
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