
(AdnKronos) - A sostegno di Napolitano si è schierato il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, dopo che anche altri senatori avevano preso la parola: "Questo dibattito, che parte da un intervento del Presidente Napolitano, fatto per questioni personali, francamente non mi è piaciuto. Il Presidente Napolitano ha chiesto la parola per essere stato offeso in Aula. Non ha affrontato questo aspetto dei nostri lavori e ha chiesto soltanto di essere interpretato per ciò che ha detto. E lo ha fatto leggendo le agenzie di stampa che riportavano con esattezza il suo pensiero". "Ne è seguito un dibattito che ha affrontato il tema del funzionamento del Parlamento, che ha affrontato la questione dei poteri di firma del Presidente della Repubblica, che ha affrontato il tema della campagna elettorale, del sì e del no, dei comportamenti del presidente del Consiglio". "Ci sono dei segni dai quali si può dedurre il declino dei Parlamenti. Uno di questi segni è certamente quando non si parla a tono, quando si risponde parlando di altro. Questo lo si può fare nelle conversazioni private, ma non si deve fare in Parlamento, dove si deve rispondere alle questioni sollevate con argomenti precisi che a essi si riferiscono. Dico al senatore Calderoli che non si può essere vicepresidente la mattina e senatore, con comportamenti opposti, il pomeriggio. Signor presidente, in altri tempi -ha concluso Zanda- le parole del senatore Calderoli sarebbero state censurate. Questo non è accaduto, e anche questo è un segno del declino del Parlamento".
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