Referendum: Guzzetta contro Onida, basta chiedere ad arbitro stop partita

politica
AdnKronos
Roma, 11 ott. (AdnKronos) - “Forse sarebbe il caso che ci si mettesse finalmente a discutere del merito della riforma costituzionale, anziché continuare a invocare l’intervento dell’arbitro per fermare la partita”. Lo dice il coordinatore del Comitato “Insìeme Sì cambia”, Giovanni Guzzetta, commentando i ricorsi di impugnazione del quesito referendario, presentati al Tar del Lazio ed al Tribunale civile di Milano, dal presidente emerito della Consulta, Valerio Onida, in quanto “in un’unica domanda vengono sottoposti all’elettore una pluralità di oggetti eterogenei”. Ricorsi con cui Onida chiede il rinvio della questione alla Corte costituzionale. “Dissento rispettosamente, ma fermamente, dall’opinione di chi ritiene illegittima la procedura referendaria perché senza spacchettamento del quesito verrebbe violata la libertà dell’elettore”, aggiunge Guzzetta, ricordando, tra l'altro, che "l’esperienza degli altri Paesi dimostra che la votazione unitaria sulle riforme costituzionali è la norma. E nessuno si è mai scandalizzato invocando la libertà degli elettori. Questo è già successo sin dal referendum del Rhode Island che nel marzo del 1788 respinse il progetto di Costituzione degli Stati Uniti, fino al referendum per la Costituzione di De Gaulle nel 1958 o a quello per la revisione totale della Costituzione svizzera nel 1999”.

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