
Venezia, 13 ott. (AdnKronos) - “Nel turismo c’è un sommerso da spavento”. Federalberghi lancia l’allarme. E oggi, dati alla mano, traccia il quadro di un fenomeno in espansione: "si chiama sharing economy, si pronuncia concorrenza sleale, esercitata nel settore ricettivo. E non risparmia il Veneto. Anzi". Marco Michielli, presidente di Federalberghi Veneto e vicepresidente nazionale della Federazione, la chiama “Shadow economy”, "una nebbia che avvolge migliaia di attività ricettive definibili, nel migliore dei casi, ‘border line’". “Un esempio eclatante è il portale Airbnb, che in diversi casi include e mostra senza troppi veli le degenerazioni della sharing economy”, spiega Michielli.Tra le città italiane maggiormente interessate dal fenomeno c’è Venezia, con 5.166 alloggi (è al 4° posto dopo Roma, che ne ha 23.889, Milano con 13.200 e Firenze con 6.715). Ad agosto 2016, nel Veneto risultavano disponibili su Airbnb 12.740 alloggi, di cui: 8.650 riferiti a interi appartamenti; 9.919 disponibili per più di 6 mesi; 8.039 gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio (elaborazione Federalberghi/Incipit su dati Inside Airbnb).
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