
Venezia, 18 ott. (AdnKronos) - Un ricco calendario di iniziative, mostre, convegni, non solo per ricordare la grande alluvione del 4 novembre del '66, ma anche per spiegare come la città reagì unita e compatta a quell'evento devastante, ricostruendo, restaurando, interrogandosi su come poter proteggere Venezia e garantirle un futuro di sopravvivenza.Nascono con questo spirito le celebrazioni per 'Aqua Granda', presentate questa mattina a Ca' Farsetti, promosse dal Comune di Venezia, con la collaborazione del Comitato scientifico presieduto dal Sindaco e composto dai rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni più rappresentative della città: la Biennale di Venezia, le Università Ca' Foscari e Iuav, le Soprintendenze alle belle arti, il Teatro la Fenice, la Fondazione Musei civici veneziani, la Biblioteca Nazionale Marciana e Querini Stampalia, la Rai, il Fai, Italia Nostra, il Patriarcato di Venezia, l'Archivio di Stato, l'Ateneo Veneto, l'Unesco, il CNR, il Consorzio Venezia nuova, Provveditorato Interregionale OO.PP, l'associazione piazza San Marco e we are here Venice. “A cinquant'anni da quella ricorrenza che segnò la storia di Venezia e della Città Metropolitana -ha spiegato il Sindaco, Luigi Brugnaro- il compito delle Istituzioni non deve essere solo quello di commemorare un evento con immagini, cartoline e ricordi, ma porre l'attenzione sul presente e sui problemi che la città si trova ad affrontare oggi e su come poterli risolvere per garantire un futuro ai giovani. Quando nel '66 Venezia venne travolta dall'acqua alta, intere generazioni unirono forze e obiettivi in nome della loro città e il direttore del Gazzettino, Giorgio Lago, riuscì a far capire all'Italia l'importanza del ruolo di Venezia e di quanto fosse significativa la sua salvaguardia, tanto che il Parlamento varò una Legge Speciale".
Leggi anche