
Palermo, 20 ott. (AdnKronos) - "Le affermazioni di Gianfranco Miccichè sono gravissime, sono frasi razziste e xenofobe. Da quando vivo in Italia non mi era mai successo nulla di simile. Io sono più siciliano di Miccichè, ma sono sempre molto legato alla mia terra, la Tunisia". Lo ha detto all'Adnkronos Sami Ben Abdelaali, manager di origine tunisine ma cittadino italiano, commentando le parole del commissario regionale di Fi in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Oggi, Miccichè, parlando della proposta avanzata ieri in Giunta dal Governatore siciliano Rosario Crocetta di nominare Ben Abdelaali a capo dell'Ircac, ha spiegato: "Dopo due assessori, l'una bergamasca e l'altro toscano, l'ecumenico Crocetta chiude il triangolo con il suo amico tunisino. Passi per i primi due, la cui presenza quantomeno riconciliava il presidente della Regione con la lingua italiana; ma un tunisino... Ad ogni modo, a breve gli immigrati si sentiranno un po' più a casa loro, e noi siciliani un po' meno capaci di occupare posti di responsabilità. Poco male, comunque. Se poi qualcosa all'Ircac andrà storto, ricordatevi che sarà sempre colpa della mafia". Parole mal digerite dal manager, che vive da 25 anni in Italia, che ora contrattacca: "Io sono una persona per bene, che messaggio si dà all'esterno? E' un'offesa a tutti quanti noi, a me e a tutti i siciliani".E aggiunge: "Sono senza parole, non riesco a credere che questo signore che ha rappresentato il Governo italiano (Miccichè è stato viceministro ndr) si sia permesso di fare affermazioni così gravi, xenofobe. Io ho messo a disposizione la mia rete di conoscenza per la mia Sicilia - dice Sami Ben Abdelaali - ho portato qui lo sceicco del Quatar, ho avviato rapporti con l'Azerbajan. Qui sono cresciute le mie figlie, mi sento nel dovere di dare il massimo per questa regione. Per fortuna, ringraziando il Signore, l'ho fatto nella consapevolezza di essere tunisino, ma ho il dovere di vivere qui e di non tradire mai l'Italia".
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