
Roma, 31 ott. (AdnKronos) - L'Italia è un Paese fragile. Le aree a elevato rischio sismico, zone 1 e 2 secondo la classificazione sismica della Protezione Civile 2015, sono circa il 44% della superficie nazionale (131 mila chilometri quadrati) e interessano il 36% dei comuni (2.893). Nelle aree ad elevato rischio simico vivono 21,8 milioni di persone (36% della popolazione) per un totale di 8,6 milioni di famiglie e si trovano circa 6,2 milioni di famiglie. Sono questi i numeri illustrati dall'Ance in Parlamento, nei giorni scorsi, nell'ambito di un'indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione. Un territorio vulnerabile, che dal 1944 con i terremoti che da Nord a Sud hanno colpito moltissime zone del Paese, ha registrato danni per circa 181 miliardi di euro, 2,5 miliardi l'anno. Ma non solo. Se si considerano anche le conseguenze del dissesto idrogeologico la cifra lievita perchè ogni anno si spende 1 miliardo di euro per i danni dovuti ad alluvioni e frane.
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