
Milano, 5 nov. (AdnKronos) - Ad un anno e mezzo dall’appello di Papa Francesco alle parrocchie e dall’invito del cardinale Scola a costruire un piano di accoglienza diffusa, la Diocesi di Milano dispone di una rete di assistenza che ospita attualmente 2.248 profughi. Di questi 663 sono accolti in 108 immobili (in genere appartamenti) messi a disposizione da parrocchie, 722 in 24 strutture di proprietà di ordini religiosi, 226 in 10 centri di accoglienza di proprietà della Curia. Gli altri (249) sono ospitati in 34 proprietà immobiliari di cooperative collegate alla Caritas Ambrosiana o di cui è titolare lo stesso organismo diocesano o (317) in 17 edifici di amministrazioni comunali che hanno affidato a soggetti ecclesiali la gestione dei progetti. 71 profughi sono accolti anche in 17 appartamenti offerti da privati."Sono contento - ha detto l'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, a margine del convegno diocesano della Caritas Ambrosiana 'Non dimenticate l’ospitalità' che ha raccolto in via Sant’Antonio 5 a Milano 700 responsabili parrocchiali e decanali - della risposta che le comunità hanno dato all’accoglienza dei profughi e mi auguro che si dilati ulteriormente perché questa forma di ospitalità è già un inizio di integrazione, di conoscenza, di coinvolgimento, che va ad aggiungersi ad altre occasioni di incontro che già avvengono nei quartieri, negli oratori nelle scuole". "Mi ha anche colpito - ha sottolineato - che non poca gente abbia accolto nella propria casa ospiti sconosciuti. Per me questo è un esempio straordinario di cosa significhi voler bene. La carità è una delle dimensioni fondamentali della fede del popolo di Dio e deve riguardare tutti i suoi componenti per questo la Caritas oltre a gestire strutture, ha anche un compito pedagogico".
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