
Roma, 7 nov. (AdnKronos) - "L'aumento della quattordicesima, secondo il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, risulta concentrato nella parte meno ricca della popolazione: più dell'80% della maggiore spesa è destinato a individui che appartengono a famiglie nei primi tre quinti di reddito equivalente e soltanto il 4,5% all'ultimo quinto. Questi dati appaiono incompatibili con quelli dell'Inps". Ad affermarlo in una nota è Massimiliano Dona, segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.Secondo Boeri, infatti, sottolinea Dona, "in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non ne hanno alcun bisogno. Al di là del fatto che considerare come bisognose anche le famiglie del terzo quintile appare improprio, è evidente che se le scarse risorse pubbliche vengono date anche a chi riesce ad arrivare a fine mese, non andranno in consumi. Il maggior reddito disponibile non si tradurrà in un aumento dei consumi ma in maggior risparmio, come è avvenuto finora per la gran parte delle misure del Governo Renzi".Per questo, conclude, "invitiamo comunque il Governo a dare sia la quattordicesima che le decine di bonus elargiti, da quello degli 80 euro al bonus bebè, sulla base del reddito Isee".
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