
(AdnKronos) - Secondo quanto raccontato dal pentito di mafia Giovanni Brusca "l'ultimo destinatario del 'papello' di Riina era Nicola Mancino", che all'epoca dei fatti era ministro dell'Interno. Nicola Mancino, che ha sempre affermato di non aver mai saputo di trattative, è imputato nel processo per falsa testimonianza. Nel processo sulla trattativa sono imputati tra gli altri, oltre a Brusca e Mancino, anche Totò Riina, il senatore Dell'Utri e gli ufficiali dell'Arma Mario Mori, Antonio Subranni e l'ex colonnello Giuseppe De Donno. Brusca, nel corso dei numerosi interrogatori, ha anche confermato che Riina gli avrebbe parlato del 'papello' con le richieste della mafia allo Stato "dopo la strage di Capaci e prima della strage di via D'Amelio".Il 'papello' è un foglio di carta bianco, con dodici punti scritti a mano, in stampatello, senza errori di ortografia tranne uno (fragranza invece di flagranza), con calligrafia chiara. Una calligrafia che non sembra appartenere né a Riina e né a Bernardo Provenzano. Il processo proseguirà domani mattina con il controesame dei quattro periti della Scientifica. Toccherà al legale di Mori e De Donno, Basilio Milio, porre le domande ai quattro testi.
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