
Roma, 8 nov. (Labitalia) - "Da tempo sosteniamo che il fenomeno delle malattie professionali è notevolmente sottostimato anche in ambito trasportistico. Molte malattie professionali sono il risultato di una costante usura da lavoro, determinata soprattutto dalla fatica e dallo stress". Così Alessandro Rocchi, segretario generale della Filt Cgil, ha commentato oggi i dati emersi dall'indagine 'La sicurezza non è una ruota di scorta', realizzata dal sindacato di categoria insieme al Patronato Inca, e centrata su infortuni e malattie professionali nel settore dei trasporti. In particolare, per Rocchi, "anche incrociando diverse fonti di dati, incerto è il numero degli occupati nella logistica delle merci e incerto è il numero degli incidenti sul lavoro che effettivamente accadono nelle attività di movimentazione delle merci e, conseguentemente, i relativi dati". Per il leader della Filt Cgil, "i dati ci dicono che il fenomeno delle denunce di malattie professionali nei trasporti è in crescita ed è destinato a crescere ulteriormente, a fronte di un preoccupante e decrescente riconoscimento delle stesse da parte dell’Istituto assicuratore: la combinazione dei fattori come innovazione tecnologica, ritmi di lavoro, stress, ridistribuzione dei carichi non può che determinare nel prossimo futuro un andamento in questa direzione". "Emblematico è in questo senso -spiega ancora Rocchi- l’esempio dei disturbi muscolo-scheletrici, determinati nell’autotrasporto da postura, vibrazioni, stress, fatica".E alla presentazione dell'indagine, per l'Inail, ha preso parte Ester Rotoli, responsabile direzione centrale prevenzione dell'Istituto, sottolineando come serva "un rilancio del Piano nazionale delle malattie professionali: c'è necessità di una ripresa, per individuare degli elementi di conoscenza e fornire strumenti operativi". E anche sulla formazione, avverte, è necessario "non limitarsi solo a un attestato ma fornire un vero addestramento". E in conclusione per Fabio Pontrandolfi, sezione 'Lavoro e welfare' di Confindustria', è necessario "agire nella piena legalità, è quello che facciamo con il sindacato, e per farlo è necessario fare formazione di qualità, che non si fermi solo alla quantità ma raggiunga qualcosa di sostanziale".
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