OLBIA. Un pestaggio brutale, culminato con dei fendenti alla schiena e l'uomo aggredito aggredito trascinato fuori da un locale come un sacco di rifiuti. È questo lo scenario agghiacciante ricostruito dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, che nel pomeriggio di lunedì hanno stretto le manette ai polsi di un uomo di 43 anni, di origini egiziane, con l'accusa di tentato omicidio. I fatti risalgono alla notte del 14 aprile scorso. Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, è scoppiato un violento litigio tra alcuni avventori. La discussione è però degenerata rapidamente in un’aggressione di gruppo: la vittima è stata raggiunta da una pioggia di calci e pugni, colpita ripetutamente persino con uno sgabello. Nel pieno della furia, il 43enne avrebbe estratto un coltello, affondando la lama nella schiena e nelle spalle del malcapitato. Al termine del pestaggio, i responsabili hanno trascinato l'uomo, ormai sanguinante e in stato di semincoscienza, all’esterno del locale, abbandonandolo sul marciapiede prima di dileguarsi nel nulla. A evitare conseguenze ancora più tragiche è stato il senso civico di un passante che, notando l'uomo a terra, ha immediatamente attivato i soccorsi. La vittima, trasportata d’urgenza al pronto soccorso di Olbia, è stata successivamente dimessa con una prognosi di sette giorni. Le indagini della Sezione Operativa, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, sono state fulminee. Fondamentale si è rivelato l’incrocio tra le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte tra i presenti al momento del fatto, che hanno permesso di risalire rapidamente all'identità dell'aggressore. Mentre l’uomo è stato tradotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’attività investigativa resta frenetica: i Carabinieri sono infatti sulle tracce degli altri due complici che avrebbero partecipato attivamente al pestaggio. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto a garantire la sicurezza pubblica, con un’attenzione particolare ai contesti della movida urbana, spesso teatro di episodi di aggressività. Nel rispetto dei diritti dell’indagato, lo stesso è da ritenersi innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza.
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