
Roma, 12 ott. (AdnKronos) - "Nonostante la crisi delle costruzioni, la Cementir Italia gode di ottima salute, come dimostra l’ultima acquisizione da parte della famiglia Caltagirone della concorrente Sacci, avvenuta a luglio, per un valore economico di 125 ml di euro, raddoppiando di fatto la propria capacità produttiva e raggiungendo il 18% del mercato italiano del cemento ma è da luglio che aspettiamo di conoscere il piano industriale e l’unica risposta che abbiamo ricevuto sono tre procedure di licenziamento collettivo per 260 lavoratori". Così scrivono per le categorie nazionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Fabrizio Pascucci, Salvatore Federico e Marco Carletti annunciando lo "stato di agitazione"."O forse l’azienda per piano industriale intende esternalizzare i processi produttivi, peggiorare le condizioni di lavoro, ridurre i costi fissi a partire da quello del lavoro? Insomma - accusano i sindacati - la Cementir sembra aver scelto di abbandonare la sua vocazione industriale per concentrarsi sulla finanza, garantendosi profitti e scaricando sugli altri ed in particolare sulla collettività i rischi d’impresa e la propria responsabilità sociale".
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